BEATA PERPETUA DA BUTI (conversa domenicana). Nata a Buti (?); morta a Pisa 1436.
Nacque nel castello di Buti da genitori poveri di beni terreni ma ricchi di timor di Dio. Giunta ad età competente volle chiudersi nei recinti di un chiostro e mentre un giorno intensamente pregava ebbe la visione del Patriarca san Domenico in atto di invitarla ad aggregarsi al suo istituto. I genitori allora la condussero a Pisa nel monastero domenicano di santa Marta fondato dal padre domenicano Domenico Cavalca dove fu accolta come Conversa. Dopo il periodo di noviziato fu ammessa con pieni voti alla professione monastica. Essa teneva continuamente la mente ed il cuore rivolti a Gesù Crocifisso tanto che appariva quasi che le sue facoltà mentali si fossero alterate. Per questo motivo reputata pazza ebbecontinuamente dalle sue consorelle derisioni, motteggi e disprezzi ai quali sempre corrispose con atti di umiltà. “ Un giorno, avendo ella fatto la Comunione con straordinario fervore se ne stava in coro davanti al crocifisso mentre tutte le altre monache erano andate a desinare. Nel meditare le pene atrocissime dell’appassionato Suo Bene concepì verso di lui un amore il più ardente; del quale amore crescendo a dismisura la fiamma, essa rimase soffocata e morì per puro eccesso di carità”. Suonarono in quell’istante le campane di santa Marta. Le consorelle corsero al campanile per rimproverarla ma con sommo stupore videro che le campane suonavano senza che la forza umana muovesse le funi.Le monache trovarono il corpo di Perpetua ai piedi del crocifisso e udirono una voce che partì dallo stesso crocifisso che diceva: “Perpetua è meco in paradiso”. Fu sepolta in un luogo distinto e nel tempo crescendo la venerazione verso di lei fu collocato il corpo sotto l’altare che le monache avevano nel loro coro. Qui riposarono le preziose reliquie fino al 1789 anno in cui fu soppresso il monastero. Dopo furono traslate nella chiesa di santa Marta e poste sotto l’altare della cappella sulla destra di chi entra nella chiesa. Ogni anno si faceva una festa in suo onore la prima domenica di luglio. Esistono numerose immagini antiche e moderne che rappresentano Perpetua con gli emblemi della beatitudine. Parlano poi di lei come di beata gli scrittori pisani come il Cardosi e il Solvetti. Nel 1857 il cardinale arcivescovo Corsi (o Mons. Ranieri Alliata?) fece preparare una nuova urna perché la precedente era rovinata e in quell’occasione una piccola reliquia della Beata fu donata in una teca d’argento alla pieve di Buti. Nel 1993 fu poi traslata l’urla con tutte le ossa della Beata nella chiesa Pievania di Buti. Nell’ottobre del 1999 a seguito di un furto di numerose reliquie fu rubata anche la prima piccola reliquia donata dall’arcivescovo. |
Personalità che hanno dato lustro a Buti con il loro operato |
(Primo a commentare la Divina Commedia in Italiano)
Paola da Buti (Eroina)
Pietro Frediani (Poeta)
Annibale Marianini (Pittore / Letterato)
Corrado Parducci (Scultore/Architetto)
Leopoldo Baroni (Poeta)
Mons. Icilio Felici (Scrittore)
Andrea Bernardini (Musicista)
(Primo Sindaco di Buti)
Urbino Valdiserra (Eroe / Letterato)
Enrico Valdiserra (Storico)
Contemporanei
Gabriele Parenti (Scrittore)
Lori Scarpellini (Pittore)
Sport
7 volte campione del Mondo (Ballerino)
Fabiana Luperini (Ciclista)
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